“Bononia Docet”
Per secoli il ruolo che Bologna ha attribuito a sé stessa e che gli altri le hanno riconosciuto è stato quello di essere una eccellenza nel campo della cultura ed in particolare delle scienze. Dalle monete alle carte topografiche al nome di Bologna seguiva sempre il verbo “docet” e l’appellativo “mater studiorum”.
Questo ruolo si era sicuramente appannato negli ultimi decenni a fronte degli sviluppi impetuosi della ricerca scientifica che ha premiato nuovi e più attrezzati ecosistemi: dalla California, all’Estremo Oriente.
L’impegno congiunto della sua Università, del Cineca, delle amministrazioni locali stanno riportando la città di Bologna ed il suo territorio al centro dell’attenzione della comunità scientifica mondiale, con il recupero di una vecchia struttura industriale e la convergenza di finanziamenti nazionali e comunitari.

Il “Tecnopolo Manifattura – Data Valley Hub” di Bologna, infatti ospita:
1) il supercomputer HPC pre-esascala – LEONARDO– gestito dal CINECA;
2) il data center del centro Meteorologico Europeo ECMWF;
3) il nuovo data center Tier-1 dell’INFN.
Questo rappresenta circa l’80% della potenza di calcolo installata in Italia ed il 20% di quella Europea.
Intelligenza Artificiale, Big Data, Cyber Sicurezza, Tutela dell’ambiente … si nutrono di questa potenza di calcolo e rendono di nuovo la nostra città crocevia della ricerca e della innovazione scientifica, industriale e civile, come nella sua tradizione secolare.
Questo ruolo nuovo e antico è suggellato in questi giorni dai lavori del “G7 Scienza e Tecnologia” che si tengono proprio al Tecnopolo di Bologna.

Al meeting partecipano le delegazioni di Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti d’America per confrontarsi sulla centralità della ricerca e della scienza per un futuro più equo e sostenibile.
Ai temi più strettamente scientifici si affiancheranno anche quelli legati all’industria, al lavoro, alla formazione e alla cultura, con visite presso aziende leader del territorio (Ducati) e centri di alta formazione (Villa Guastavillani),
Insomma, possiamo dire che il vecchio motto “Bononia Docet Mater Studiorum” è tutt’altro che superato e dimenticato.
