L’AI ACT EUROPEO: UN’OPPORTUNITÀ PER POTENZIARE IL VANTAGGIO COMPETITIVO DELLE IMPRESE di Claudio Caldarola
31 gennaio 2025
Claudio Caldarola è un avvocato e giurista italiano, specializzato in intelligenza artificiale e diritto informatico, con competenze sulla regolamentazione delle nuove tecnologie, protezione dei dati ed etica dell’intelligenza artificiale. È fondatore e Presidente, dal 2018, della GP4AI Global Professionals for Artificial Intelligence (www.gp4ai.com). National PhD Student in Artificial intellgence Health and Life Sciences presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. Docente in master universitari e corsi di alta formazione. Già componente della Commissione Informatica dell’Ordine degli Avvocati di Bari.
L’intelligenza artificiale sta modificando radicalmente il panorama tecnologico, economico e sociale, ma con il suo sviluppo nascono nuovi obblighi per le imprese. Come possono gli imprenditori sfruttare al meglio le opportunità e i rischi creati dall’intelligenza artificiale? La risposta potrebbe trovarsi proprio nel Regolamento sull’Intelligenza Artificiale dell’Unione Europea, che non solo stabilisce un quadro normativo che pone al centro l’essere umano e i suoi diritti, ma offre anche nuove leve strategiche per le imprese che sapranno adattarsi.
COS’È L’AI ACT? UN REGOLAMENTO FONDAMENTALE PER IL FUTURO DELL’IA IN EUROPA
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE nel 2024, l’AI Act è il primo regolamento europeo che introduce un quadro giuridico per l’uso dei sistemi di IA. La sua impostazione si basa su una classificazione dei sistemi in quattro categorie, in funzione del rischio che rappresentano: rischio inaccettabile, elevato, limitato e minimo. A seconda della categoria, gli obblighi normativi variano in termini di trasparenza, sicurezza e protezione dei diritti fondamentali. Per esempio, i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, come quelli impiegati in ambito sanitario, nei trasporti o nella selezione del personale, sono sottoposti a requisiti più rigorosi, che includono valutazioni d’impatto sui diritti umani e audit continui. D’altro canto, i sistemi con rischio minimo, come i chatbot generativi, richiedono meno obblighi formali, ma comunque una documentazione chiara e trasparente sulle modalità di funzionamento.
ADEMPIMENTI, COSTI E VANTAGGI COMPETITIVI PER LE IMPRESE
La principale preoccupazione per le piccole e medie imprese è l’impegno necessario per conformarsi a questo nuovo regolamento. L’adozione di pratiche di intelligenza artificiale responsabile comporterà costi di adeguamento, soprattutto per quanto riguarda la gestione della trasparenza dei dati, l’audit degli algoritmi e la protezione dei diritti fondamentali. Sebbene le PMI possano godere di alcune agevolazioni, come linee guida semplificate e incentivi, il rischio di non conformità potrebbe compromettere la loro competitività, soprattutto rispetto a grandi imprese o concorrenti internazionali.
Per le grandi imprese, l’AI Act impone una sfida complessa, quella della gestione di un numero elevato di sistemi di intelligenza artificiale e il monitoraggio continuo della compliance normativa. Sebbene dispongano di risorse più ampie, devono affrontare il rischio di sanzioni molto severe, più in particolare, fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato annuo globale per violazioni gravi e fino a 15 milioni di euro o il 3% del fatturato per violazioni relative agli obblighi di trasparenza. Tuttavia, il regolamento offre anche un’opportunità strategica significativa, quella di essere tra i primi a rispettare le normative non solo evita sanzioni, ma migliora anche la reputazione aziendale, guadagnando fiducia nei consumatori e negli investitori.
Le imprese che rispondono rapidamente e correttamente all’AI Act possono trarre vantaggio da un mercato che premia l’innovazione etica, la trasparenza e la responsabilità. La conformità, quindi, può diventare un fattore di differenziazione sul mercato globale, in particolare verso i consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e all’affidabilità dei dati.
LE SANZIONI E COME EVITARLE
Le sanzioni previste dall’AI Act sono particolarmente severe e rappresentano una minaccia concreta per le imprese che non implementano sistemi adeguati di gestione dei dati e conformità. Per evitare queste sanzioni, le imprese devono adottare una strategia chiara di compliance. Ciò include la creazione di un sistema di audit continuo, la documentazione dettagliata dei modelli di intelligenza artificiale e una rigorosa gestione dei dati. È fondamentale che ogni impresa, grande, media o piccola, implementi soluzioni per garantire la trasparenza nelle decisioni automatizzate e una piena tracciabilità delle informazioni utilizzate per addestrare i modelli.
L’AI ACT E IL QUADRO GIURIDICO INTERNAZIONALE
L’AI Act si inserisce all’interno di un contesto giuridico più ampio, che include la Carta dei diritti fondamentali dell’UE e il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati – GDPR. Entrambi condividono principi comuni di protezione dei diritti degli individui, trasparenza e responsabilità. In un contesto globale, l’Europa è in prima linea nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale, mentre altre nazioni come gli Stati Uniti e la Cina seguono approcci differenti. Negli Stati Uniti, la regolamentazione è frammentata e settoriale, mentre in Cina il governo esercita un controllo diretto su molteplici applicazioni dell’IA, inclusi i deepfake e le intelligenze artificiali generative.
L’AI ACT COME VANTAGGIO COMPETITIVO PER LE IMPRESE EUROPEE
L’AI Act offre un’opportunità unica per le imprese europee di diventare leader nel campo dell’ intelligenza artificiale responsabile e trasparente. Come sottolineato nel Joint Statement Adra EAIF EIT Digital, l’Europa deve accelerare lo sviluppo di una strategia unitaria sull’ intelligenza artificiale per garantire la propria competitività tecnologica globale. Se le imprese europee sapranno rispondere prontamente e in modo efficace alle normative, l’Unione Europea avrà l’opportunità di diventare il punto di riferimento globale per l’adozione di tecnologie intelligenza artificiale responsabili, migliorando la propria posizione nel panorama internazionale.
AGIRE ORA PER PROTEGGERE LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE
Non conformarsi all’AI Act non è solo un rischio legale, ma una perdita di opportunità. Per gli imprenditori, la conformità al regolamento non è solo una questione burocratica, bensì una scelta strategica che può migliorare la competitività, attirare investimenti e guadagnare la fiducia dei consumatori. L’adozione tempestiva di pratiche responsabili in linea con l’AI Act consente alle imprese di distinguersi sul mercato globale come antesignani dell’innovazione etica.
COME L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LA SICUREZZA INFORMATICA POSSONO PROTEGGERE LA TUA IMPRESA E SALVAGUARDARE IL TUO BUSINESS
La sicurezza informatica e l’intelligenza artificiale sono strettamente legate, poiché l’adozione di tecnologie avanzate può esporre le imprese a rischi più elevati legati alla protezione dei dati. Secondo il Rapporto OAD 2024 di AIPSI, il 72,4% delle aziende italiane ha subito attacchi informatici nel 2023, con malware, ransomware e attacchi alla supply chain tra le minacce più comuni. L’AI Act, regolamento che disciplina l’uso dell’intelligenza artificiale, impone alle imprese di gestire i rischi legati a queste tecnologie, che potrebbero amplificare le vulnerabilità informatiche. Pertanto, è fondamentale adottare un approccio integrato alla sicurezza, che prenda in considerazione sia le minacce tradizionali, come il phishing, sia quelle più avanzate derivanti dall’intelligenza artificiale. Le imprese devono dunque combinare la protezione dei dati con la conformità alle normative, creando un sistema di difesa quanto più “olistico” contro le minacce digitali.
L’AI Act è entrato formalmente in vigore nell’agosto 2024, mentre la sua prima fase di applicazione decorrerà dal 2 febbraio 2025, con riferimento alle disposizioni che impongono specifici obblighi alle imprese in materia di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale e vietano determinati impieghi dell’IA quali tecniche subliminali, manipolative o ingannevoli; sfruttamento delle vulnerabilità individuali dovute a età, disabilità o situazione sociale/economica; social scoring che porta a trattamenti sfavorevoli o dannosi; predictive policing; database di riconoscimento facciale tramite scraping delle immagini; inferenza delle emozioni in ambito lavorativo o educativo, salvo motivi medici o di sicurezza; categorizzazione biometrica per dedurre o inferire certe caratteristiche; sistemi di identificazione biometrica in tempo reale in spazi pubblici per le forze dell’ordine, eccetto per ricerche mirate, prevenzione di minacce imminenti o identificazione di sospetti gravi. L’implementazione della regolamentazione sarà graduale. L’intero regolamento diverrà invece pienamente applicabile, salvo eventuali modifiche, a partire dall’agosto 2026. Tale sviluppo normativo rappresenta un passaggio di importante rilevanza e un’opportunità strategica per il tessuto imprenditoriale italiano ed europeo, chiamato ad adeguarsi proattivamente alle nuove prescrizioni in un contesto giuridico in continua evoluzione. Le aziende devono iniziare a prepararsi, adottando misure di compliance per garantire trasparenza, responsabilità e conformità alle nuove normative. Un approccio dinamico favorirà l’innovazione, migliorerà la competitività e l’accountability e garantirà la fiducia dei consumatori. Investire in supporto specialistico e formazione continua adeguata ora è fondamentale per affrontare efficacemente il cambiamento normativo e per ottenere vantaggi a lungo termine.
Note bibliografiche:
Regolamento (UE) 2024/1689 sull’Intelligenza Artificiale. Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. EUR-Lex, link. OCSE, “Principles on Artificial Intelligence”, 2019. link. Federal Trade Commission (FTC), “AI Regulation Guidelines”, 2023. link. Joint Statement Adra EAIF EIT Digital, Promozione di una strategia di intelligenza artificiale europea. Link. AIPSI. (2024). Rapporto OAD 2024. Retrieved from https://www.agendadigitale.eu.
Avvocato Claudio Caldarola – Presidente GP4AI – Global Professionals for Artificial Intelligence aps ets – www.gp4ai.com
