Organon o Télos?
Di certo assistiamo in questa epoca ad una miope riflessione che si risolve nella stupida polarizzazione tra l’esaltazione acritica delle diavolerie tecnologiche (l’idiota tecnologico che confonde la mera innovazione tecnica con il progresso) e il nichilismo passivo (che ha nostalgia della catena di montaggio dove si lavorava oltre dodici ore in ambienti disumani e dell’aratura dei campi con zappa e copioso sudore).
Nietzsche sosteneva a tale proposito che la comprensione inibisce l’azione, e pare sia proprio questo che gli uomini abbiano ben compreso osservando come evitano il pericolo di comprendere, scappando a gambe levate.
Da un’altra prospettiva possiamo invece osservare che l’inevitabile (e a mio parere auspicabile) simbiosi tra l’uomo e le tecnologie potrà generare, se sapientemente orchestrata e governata, contesti sociali ed economici dove le persone potranno liberare le proprie intelligenze ed energie per generare innovazione, dove l’umanesimo (valorizzazione dell’ingegno, della creatività delle persone, e generazione di senso in ciò che si fa) che ha caratterizzato il nostro glorioso Rinascimento, potrà riemergere in nuove forme per dare un senso umano all’uso delle tecnologie, un tocco di vivido colore per creare inedite forme d’innovazione che sia di valore per le imprese, che sia progresso a favore dei tanti, che sia sostenibile col e nel Mondo.
Decidiamoci allora, una volta per tutte, su cosa vogliamo essere: Organon o Télos? Strumento o fine?
[Gianni Previdi – 2023 ]
