CIO survey 2024 Net Consulting Cube: Le aziende “campione” sono vere “campioni” delle soluzioni IT in azienda.

Il 28 ottobre scorso a Milano Net Consulting Cube ha presentato i dati della ricerca Cio Survey 2024 , una ricerca sviluppata su 92 medio-grandi aziende Italiane con due obiettivi principali:

  1. mettere in luce il sostegno concreto che soluzioni e servizi IT e digitali danno alla concretizzazione delle priorità business;
  2. rilevare il ruolo sempre più strategico dei CIO non solo all’interno delle divisioni IT ma anche, e soprattutto, nel più ampio contesto aziendale.

Ricerca focalizzata sulle seguenti aree di indagine:

  • scenario aziendale e supporto del digitale:
  • sostenibilità e PNRR:
  • aree tecnologiche e progettuali
  • ruolo della divisione IT e sua evoluzione:
  • talenti e competenze:
  • ruolo del CIO
  • relazioni tra aziende e fornitori
  • budget IT
  • bilancio e prospettive future

Per quanto concerne gli esiti, estremamente interessanti,  INNO3, la testata ufficiale della società, ne dà ampio resoconto in due articoli di cui suggerisco la lettura: 

https://inno3.it/2024/10/28/cio-survey-2024-cio-stretti-nella-morsa-tra-ai-e-costi/

https://inno3.it/2024/10/30/infografica-cio-survey-2024-tra-innovazione-e-sostenibilita/

Non sto a ripetere in dettaglio gli esiti dell’indagine peraltro molto ben descritta negli articoli che vi ho segnalato, tema delle mie riflessioni è invece la distanza che vedo tra le conclusioni dell’indagine e l’esperienza giornaliera che si percepisce parlando con i CIO, IT Manager che gravitano attorno alla nostra associazione e con le aziende che a queste società forniscono servizi.

Aree prioritarie di Business:

Mentre mi torna che la Cyber security rimanga in testa nelle aree di investimento, non mi torna per nulla che l’intelligenza artificiale sia al secondo posto con un 71,7% degli intervistati che afferma essere la seconda area su cui di focalizzeranno gli investimenti nei successivi 12 mesi.  Ho come la sensazione che queste percentuali rappresentino più un desiderio che non la reale pratica volontà ad investire.  In ogni caso per quello che vedo c’è un enorme interesse sulla IA , ma pochi progetti veri e propri.  Più avanti viene rilevato che il 63% del campione ha già una strategia in fase di sviluppo o addirittura molto avanzata e che nel 37,5% dei casi questo avviene sotto la diretta responsabilità dei CIO:  Magari!

Tecnologie emergenti:

In merito alle tecnologie emergenti, non sono sorpreso del basso interesse verso Blockchain e Metaverso mentre mi sorprende che l’8,7% del campione o sta investendo o pensa di investire a breve su una tecnologia come il Quantum Computing.  Forse saranno solo banche e assicurazioni?

Indicatori di decisione per gli investimenti:

Finalmente vedo il ROI come l’ultimo degli indicatori business che verranno presi in considerazione per le decisioni di investimento 32,6% .  Mentre in cima 73% stanno KPI qualitativi indicatori di efficacia direi una cosa buona.

 

Ruolo del IT aziendale

Vorrei fosse vero, ma non mi convince, che il ruolo aziendale dell’IT sia “abilitatore di business”  e non come divisione concentrata sul funzionamento operativo della dotazione tecnologica come troppo spesso avviene.

Metodologie per promuovere lo sviluppo e l’adozione dell’innovazione digitale:

Vince il concetto di “fusion team” più volte annunciato da Gartner e a quanto pare nelle aziende del campione riscuote il maggior consenso.  Come prevedibile sono le Operations il settore di maggiore collaborazione. In realtà non ci sono alternative e chi non pratica una forte collaborazione con il business è destinato al fallimento delle sue iniziative.

Talenti e competenze

Sempre sulla base delle esperienze locali non risulta che ci sia un aumento marcato delle risorse nell’ambito IT anche perché, pur volendo, non si trovano.  La problematica della difficoltà del reperimento di persone con le adeguate competenze non risulta così drammatico dall’indagine anche perché si risponde allo skill shortage attraverso intensificazione dei rapporti con i fornitori.  Questo è sempre stato vero ed è fortemente connaturato con la velocità con cui devono evolvere le competenze del reparto IT. Le inevitabili inerzie dei team interni non favorisce questa necessaria evoluzione.  Strano che tra i fattori attrattivi non risultino così importanti i fattori di equilibrio tra vita e lavoro, mentre invece vengono evidenziati il Brand della società e il fatto che ci si possa occupare di tecnologie di avanguardia.

Il ruolo del CIO

Anche in questo caso il risultato è piuttosto diverso da quello che vedo, nel 65% dei casi è intensa la partecipazione del CIO ai comitati di prima linea e quindi il posizionamento del CIO è considerato adeguato, mentre mi risulta essere, quasi sempre, sotto un altro C-level  o CFO o HR o Operations.  Altri due elementi mi hanno sorpreso relativamente ai fattori che frenano l’efficacia dell’azione del CIO:  Il budget inadeguato nel 25% dei casi,  il posizionamento organizzativo del CIO nel 8,7% .  Due cose che sono sempre state un vero limite nelle aziende che conosco e nella mia esperienza diretta, mi sarei aspettato valutazioni molto più alte.

Le relazioni tra aziende e fornitori

Non vedo sorprese su questo aspetto, sottoscrivo: “Per implementare le iniziative tecnologiche e di trasformazione digitale, il supporto dei fornitori è imprescindibile. 

Il budget IT

L’incremento della spesa è evidente al di là della necessaria crescita, forse anche solo per l’aumento dei costi.  E’ altresì evidente il passaggio di cifre importanti da CAPEX  a OPEX, per effetto delle politiche dei vendor. L’indicazione del report che si tratta di scelte verso una politica più flessibile non convince per nulla perché di norma si tratta di costi incomprimibili:  chi gestisce licenze di vendor importanti sa di cosa parlo.  Ottima l’evidenziazione dello shadow IT che pare essere intorno al 13%  dello spending complessivo del IT.   Una minaccia ad una vera e reale governance delle tecnologie digitali, cosa peraltro misconosciuta da molte delle imprese che conosco.

Conclusioni

E’ per me abbastanza evidente che il campione intervistato rappresenta aziende con una importante stato di maturazione rispetto all’impiego delle tecnologie digitali.  Diventa più che un’analisi dello stato dell’arte una prospettiva a cui ispirarsi.  Purtroppo una lettura critica ci presenta una grande diseguaglianza tra le aziende “prime della classe” e il panorama delle piccole, medie, ma anche grandi aziende che per ragioni diverse non possono esprimere risultati analoghi.  Se pensiamo che i Italia ci sono ancora “stimati” 15.000 sistemi AS400 chiaramente per applicazioni gestionali, che aspettano di essere modernizzati e che i “core process” delle banche sono ancora basate sui mainframe con applicativi scritti in COBOL  direi che di strada da fare ce n’è ancora tanta.  In merito alla rappresentatività credo che la prossima survey dovrebbe clusterizzare i partecipanti e mettere in relazione le diverse scelte e comportamenti. Il problema delle aziende Finance neanche assomigliano a quelli affrontati dalle aziende manifatturiere specie di non grandi dimensioni.

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