L’Italia nell’era dell’IA: Intelligenza Artificiale alla Camera dei deputati: Il “Modello Italiano” di una Democrazia anche Digitale .
Come ASSI ci fa molto piacere mettere in risalto l’evento del 19 marzo scorso presso la camera dei deputati dove il prof. Luciano Floridi e la vicepresidente della camera Anna Ascani hanno presentato lo studio “L’Italia nell’era dell’IA” studio di cui forniamo una estrema sintesi e il download al testo originale che gentilmente il nostro socio onorario Marco Bentivogli ci ha fornito. Ogni tanto possiamo godere di una iniziativa così importante che al momento ha pochissimi riscontri nei media e che vede la nostra regione nelle persone Francesco Ubertini (Presidente CINECA) Rita Cucchiara (Università di Modena e Reggio Emilia) relatori assieme a Floridi della giornata e nell’infrastruttura di calcolo del CINECA il luogo dove queste cose avvengono.
🏛️ Intelligenza Artificiale alla Camera dei deputati: Il “Modello Italiano” di Democrazia Digitale
Sintesi dell’evento del 19 marzo 2026 con Luciano Floridi e Anna Ascani
L’Italia non sta solo adottando l’Intelligenza Artificiale, la sta “costruendo” con una visione propria. Presso la Camera dei Deputati, la presentazione dello studio “L’Italia nell’era dell’IA” ha svelato una strategia basata su tre pilastri: indipendenza tecnologica, rigore accademico e trasparenza istituzionale.
🇮🇹 Un’eccellenza “Made in Italy”
A differenza di molte soluzioni basate su software esteri, i prototipi presentati (DepuChat, Norma e Mse) sono il risultato di una collaborazione sinergica tra le istituzioni e le eccellenze della ricerca nazionale. Non sono stati acquistati “pacchetti pronti”, ma sviluppati da:
- Università Roma Tre e Università di Firenze: Per il motore di dialogo con i cittadini.
- Consorzio Alma Human AI (Università di Bologna, LUISS e CNR): Per l’analisi economica e la redazione dei testi.
- Fondazione Leonardo ETS: Come cabina di regia scientifica sotto la guida di Luciano Floridi.
📚 La Fonte: Solo atti certi e certificati
La vera rivoluzione risiede nel perimetro dei dati. Questi sistemi non attingono al web generico, dove regna il rischio di fake news o pareri soggettivi.
- L’unico “cibo” dell’IA: Il sistema lavora esclusivamente sulla documentazione ufficiale prodotta dalla Camera, dal Senato e dal Governo (atti parlamentari, resoconti stenografici, decreti legge, emendamenti).
- Affidabilità: Questo garantisce risposte precise al 100%, verificabili e prive di “allucinazioni” algoritmiche.
🧠 L’addestramento: Chi “istruisce” la macchina?
Un punto cruciale emerso dall’incontro riguarda il processo di training (addestramento) dei modelli:
- Chi lo fa: L’addestramento è gestito da team di ricercatori italiani e tecnici parlamentari. Non è un processo automatizzato e “oscuro”, ma una supervisione umana continua (Human-in-the-loop).
- Dove avviene: Per garantire la massima sicurezza, l’addestramento e il calcolo avvengono sulle infrastrutture del CINECA, utilizzando il supercomputer Leonardo. Questo significa che i dati sensibili dello Stato non escono mai dai confini nazionali.
- Il metodo: Si utilizza il cosiddetto fine-tuning su modelli di linguaggio avanzati, “specializzandoli” nel linguaggio tecnico-giuridico italiano, che è notoriamente complesso e richiede una comprensione profonda del contesto normativo.
- Dati sorgente: Solo l’archivio storico e corrente degli atti della Camera (le cosiddette “fonti primarie”).
🔹 Il messaggio di Floridi
Come ha ribadito il Professor Floridi, questo approccio serve a garantire la Sovranità Digitale: lo Stato deve possedere le chiavi dei propri algoritmi per garantire che la tecnologia serva la Costituzione e non interessi commerciali privati.
🇪🇺 L’Italia Capofila in Europa: Un Confronto Necessario
Mentre molti Stati membri dell’Unione Europea sono ancora in una fase di pura riflessione teorica sull’IA, l’Italia — grazie al lavoro presentato il 19 marzo 2026 — si posiziona come “laboratorio d’avanguardia”.
- Rispetto a Francia e Germania: Sebbene Parigi e Berlino abbiano investito massicciamente in startup di modelli linguistici (come Mistral o Aleph Alpha), l’Italia è la prima ad aver integrato questi sistemi direttamente nel cuore del processo legislativo.
- Il modello “Human-centric”: A differenza di approcci più tecnocratici, il modello italiano si distingue per l’aderenza totale all’AI Act europeo, puntando sulla spiegabilità dell’algoritmo. Floridi ha chiarito che l’obiettivo non è l’efficienza a tutti i costi, ma la “manutenzione della democrazia”.
- Interoperabilità: L’Italia sta proponendo ai partner UE di adottare la stessa architettura basata su università e centri di ricerca pubblici, per creare una rete di “IA sovrane” europee che non dipendano dai giganti del Big Tech americano.
👩💼 Il Ruolo Propulsore di Anna Ascani
Dietro la realizzazione tecnica c’è stata una precisa volontà politica. La Vicepresidente della Camera, Anna Ascani, è stata il vero motore di questa iniziativa.
- La Visione: Ascani ha trasformato una sfida tecnologica in una battaglia di trasparenza. Ha fortemente voluto che la Camera non fosse un utente passivo di tecnologie esterne, ma un centro di produzione di innovazione etica.
- Il Metodo: È stata lei a istituire il Comitato di vigilanza e a chiamare a raccolta le migliori menti accademiche italiane, creando un ponte inedito tra i palazzi della politica e i laboratori di ricerca.
- L’Impegno per l’Alfabetizzazione: Durante l’incontro, ha ribadito che il suo obiettivo è duplice: potenziare il lavoro dei parlamentari e, contemporaneamente, fornire ai cittadini strumenti per “controllare” il potere in modo informato.
“Non stiamo solo introducendo dei software a Montecitorio, stiamo scrivendo un nuovo capitolo del diritto alla cittadinanza digitale.” — Anna Ascani
Ora aspettiamo pazientemente che questo modello si espanda al lavoro di tutte le procure italiane per dare seguito all’esigenza primaria di una giustizia rapida, giusta e di qualità.
