Guerre di Rete – AI e lavoro, reazioni e azioni (legali)

AI E LAVORO: Class action, certificazioni “fair”, avvelenamento dei dati: alcune reazioni dal mondo creativo

Sensibile alle tematiche legate all’Intelligenza Artificiale e al mondo del lavoro, ASSI segnala con piacere un articolo della newsletter di “Guerre di Retedi Carola Frediani che analizza proprio come questa rivoluzione, che stiamo attraversando, impatta a vari livelli.

In particolare si citano le prime reazioni di come viene sfruttato il lavoro creativo per l’addestramento di AI e che poi potrà avere ripercussioni in termini di occupazione e licenziamenti.

Carola Frediani è una nota giornalista che segue da anni temi digitali, soprattutto relativi a cybersicurezza, privacy, sorveglianza, diritti digitali e cybercrimine.

Un breve assaggio e a seguire il link all’articolo completo e al sito di “Guerre di Rete” :

“La class action intentata da 10 artisti americani in California contro Midjourney, Stability AI e altri generatori text-to-image basati su intelligenza artificiale ha trovato una sponda britannica. Nell’Exhibit J del procedimento è infatti sbucata una lista di 16mila nomi di artisti il cui lavoro sarebbe stato usato per addestrare Midjourney (uno dei più noti strumenti di creazione di immagini da testo).

“Dobbiamo agire per riconoscere il valore e l’investimento in opere creative originali e contrastare alcuni sviluppatori di Generative AI, attraverso misure legali e/o tecnologiche che cerchino di rimediare a questo abuso di posizione”, ha scritto su Linkedin Isabelle Doran, Ceo di AOP, un’associazione di fotografi.

Ripensare il copyright
Nel frattempo c’è chi si interroga su come riconfigurare concetti e questioni legate alla proprietà intellettuale in questo ambito, e forse non solo in questo.
Scrivono Kate Crawford, autrice di Atlas of AI, e Jason Schultz, direttore della NYU’s Technology Law & Policy Clinic, in un recente articolo su Issues in Science and Technology: “È forse giunto il momento di sviluppare concetti di proprietà intellettuale più incentrati sull’equità e sulla creatività che sugli incentivi economici per le aziende del settore dei media. Stiamo vedendo i primi prototipi emergere dai recenti contratti collettivi di lavoro per scrittori, attori e registi, molti dei quali non hanno diritti d’autore ma sono comunque il cuore creativo della produzione cinematografica. Le lezioni che ne trarremo potrebbero costituire un potente precedente per la pluralizzazione della proprietà intellettuale. Per creare un mondo migliore sarà necessario un impegno filosofico più profondo su cosa significhi creare, su chi abbia voce in capitolo, su come le creazioni possano essere utilizzate e su chi debba trarne profitto”.

https://guerredirete.substack.com/p/guerre-di-rete-ai-e-lavoro-reazioni

https://www.guerredirete.it/

 

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